domenica 20 agosto 2017

UDC

Politicamente l’ho giudicata un partito forte, nonostante l’esiguità dei voti. E le ho mostrato gratitudine per aver preso in mano le redini del paese quando era già difficile avere un cavallo. La politica è essenzialmente conquista del potere, che poi però deve essere esercitato tenendo conto che come prima cosa si debbono risolvere i problemi della collettività. 

Come si è comportata l’Udc da questo punto di vista? Bene e male, secondo me.

Allo stato attuale, e di nuovo secondo il mio parere, i problemi più urgenti di Porto Recanati non sono quelli che si leggono sui social – roba di ordinaria amministrazione che qualsiasi dipendente comunale è in grado di sbrigare – bensì quelli che una volta risolti determinano un cambiamento radicale nelle prospettive di sviluppo di una città e di un territorio. 

Vediamone alcuni: porto, fiumi, litorale di Scossicci, piazza Brancondi, scuola superiore, immigrazione.

Il porto – lo chiameremo così per facilità di comprensione. Qui all’Udc non può essere rimproverato niente, perché veramente ha fatto di tutto pur di riuscire a realizzarlo. Magari ci riuscirà anche, ma non subito. Il boicottaggio è opera della Regione e di alcune forze politiche locali che non cito per non scatenare un putiferio.

I fiumi, ovvero un problema serio per tutte le località balneari, ma che qui da noi potrebbe essere facilmente risolto impegnando la Regione – e di rimando la Provincia – a monitorare i corsi d’acqua almeno entro quattro chilometri dalla foce. Non mi sembra un impegno che richieda chissà quali sforzi umani ed economici. Ed è proprio per questo che l’Udc ha delle enormi responsabilità.

Considerando poi che in provincia ha un presidente amico, queste responsabilità tendono ad accrescersi. La manfrina del Contratto di fiume stipulato con i Comuni della valle del Musone serve solo a regalare parchi, giardini e piste ciclabili a questi ultimi. Basta leggere il contratto, per rendersene conto.

Litorale di Scossicci. L’Udc non si è mai impegnata a fondo per promuovere questo territorio, che per Porto Recanati è una risorsa come non ce n’è un’altra in tutto l’Adriatico. L’Udc ha lasciato fare alla Regione, i cui interventi, peraltro limitati, sono risultati denaro sprecato. A Scossicci, la spiaggia più promettente dell’Adriatico, servono le scogliere, quale che sia il loro costo.

Piazza Brancondi. Anti estetica, non vivibile e non vissuta se non dagli animali randagi. Tutto ciò che l’Udc pensa della piazza, almeno pubblicamente,  riguarda il cinema Kursaal, che secondo me e tantissimi altri dovrebbe essere addirittura abbattuto nelle sue parti più recenti. Prima di pensare al Kursaal bisognerebbe avere un progetto globale di piazza, che il Comune sembra non avere e che l’Udc non ha.

Scuola superiore. L’avevamo a portata di mano, ma l’Udc non l’ha voluta. Parlo della scuola alberghiera Antonio Nebbia, pronta per partire a settembre dello scorso anno con 250 studenti più personale tecnico e di servizio.  L’Udc – e quando dico Udc intendo anche Tonino Pettinari e Loretta Bravi, assessore regionale (Udc) all’istruzione e alla formazione professionale – ha preferito andasse a Osimo nonostante la contrarietà espressa dagli stessi studenti.

Immigrazione. Nell’anno del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, mi chiamarono al telefono i popolari giornalisti del Corriere della Sera Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella per un articolo a tutta pagina sull’Hotel House. Parlammo quasi due ore senza che esprimessero giudizi di sorta – dell’Hotel House non li sorprendeva niente – ma quando dissi loro che a Porto Recanati avevamo circa il 23% di immigrati residenti gli cadde il telefono di mano. “Non posso crederci – disse Stella – e pensare che i Lombardia ci rivoltiamo con meno del 7%”.

Ebbene, neppure questa sorta di record europeo ha indotto l’Udc a chiedere alle autorità sovracomunali un osservatorio sull’immigrazione.

Ora, tutto quanto sopra mi induce a porre una domanda: avete mai sentito un intervento dell’opposizione su questi temi? E potrei citarne almeno altri dieci di cui la minoranza in Consiglio comunale non si è mai occupata. Ecco perché nonostante tutto l'Udc vince.        


venerdì 18 agosto 2017

Questione di classe dirigente

“Tutta la vita è risolvere problemi” – diceva il filosofo della scienza Karl Popper. Dalla semplice cellula all’universo infinito ogni ente lotta e si trasforma per conservare se stesso in vita e migliorare il proprio stato vitale. Perciò, l’uomo vitale non si limita a denunciare problemi, ma provvede anche a risolverli. 

Qui non ci occuperemo certo di questioni esistenziali, ma di cose terra terra. Parleremo infatti di Porto Recanati e di alcuni suoi impellenti problemi di natura sociale, territoriale, ambientale, sanitaria, logistica, politica. 

Partiamo da quest’ultima. Quel’è il problema dei problemi in questo campo? Uno, uno soltanto: non avere una classe dirigente alternativa a quella attualmente al potere. 

Qualche tempo fa dissi a mo’ di paradosso “facciamo fuori l’Udc”. Il paradosso era proprio questo, che una volta fatto fuori questo partito saremmo diventati un paese ingovernabile. Qui non si tratta di ipotesi o di piaggeria, ma di verità storica. 

Delle ultime cinque elezioni – l’ultima praticamente senza alleati – l’Udc di Rosalba Ubaldi ne ha vinte quattro. Quella che non ha vinto sappiamo com’è finita. 

Prima dell’Udc ne aveva vinte due di fila Impegno per Porto Recanati di Giuseppe Giampaoli. Due soggetti politici molto piccoli, a ben vedere, entrambi coperti da un odio sociale e politico senza precedenti. 

Stupidamente, secondo me, perché politicamente parlando si è trattato e si tratta sì di piccole formazioni, ma con un nucleo interno in grado di proporsi ed essere classe dirigente. Senza una solida classe dirigente, nessuna società, politica o civile che sia, può guardare con ottimismo al suo futuro. 
Di fronte a queste due formazioni stanno oggi, comparativamente, il Partito Democratico, Uniti per Porto Recanati, Porto Recanati a Cuore, Movimento 5 Stelle, Lega Nord, Fratelli d’Italia, Paese vero, Alternativa civica.  Vogliamo parlarne? Penso non occorra, perché di loro sappiamo tutto anche per averli visti all’opera allorché sono stati chiamati a governare la nostra città. 

Chi non è mai riuscito a scalare Palazzo Volpini è il Movimento 5 Stelle. Ma questo perché probabilmente ha considerato più importante conquistare Sanremo che Porto Recanati, almeno stando alla performance canora di Sauro Pigini durante l’ultimo consiglio comunale. 

Li abbiamo visti tutti a Palazzo Volpini, i nostri politici, ma possiamo dire di aver visto all’opera una classe dirigente al di fuori dell’Udc? Sembra proprio di no. E allora, sono convinto che dobbiamo dire grazie a questo pur piccolo partito, senza il quale Porto Recanati sarebbe irrimediabilmente naufragata. 

Sia chiaro, comunque, che le mie valutazioni sono di tipo esclusivamente politico, riservandomi di giudicare in un altro momento il partito di Rosalba Ubaldi dal punto di vista amministrativo.   

  

sabato 12 agosto 2017

Risposta a un lettore

Rispondo separatamente al post dell’anonimo del 4 agosto – ore 14.25 – relativo alla mia Lettera a Sauro Pigini del 26 luglio 2017.

Seguo questa via perché trovo molto conforme allo spirito di questi blog una sua frase. Eccola. “Lo sport più in voga nel nostro paese è quello dell'offesa. Purché sia a senso unico”. 

Io mi permetto di aggiungere – parafrasando Jeremy Bentham – che “la massima felicità per il maggior numero di persone” è rappresentata dalla maldicenza.

Il nostro lettore dice anche che c’è molta gente che non sopporta più questo stato di cose, cioè subire insulti ogni volta che non la si pensi come certi “contestatori di razza”. “I non allineati con i contestatori – dice ancora – subiscono insulti in ogni occasione, caro blog, ed hanno vita dura, ma sono davvero tanti. Io con loro”.

Ecco: peccato si tratti di un anonimo, altrimenti gli stringerei la mano. Ma idealmente lo faccio senz’altro. 

Questo infatti è il punto, che un certo numero di trogloditi stanno usando questa tecnica comunicativa per mettere a tacere la gente educata, onesta e di  buon senso.

Ciò che invece non condivido del post è che l’autore abbia definito contestatori quelli che io invece chiamo trogloditi – nel senso di incivili – perché il contestare presuppone uno spirito critico ben strutturato, vuoi sotto il profilo culturale vuoi sotto quello socio-politico. Di quelli che conosciamo, amico del 4 agosto, potresti dire che manifestino qualche idea che anche lontanamente possa assomigliare a un qualcosa di culturalmente formato o politicamente informato?

Non è perciò questione di contestare, in cui un minimo di razionalità è presente, ma di insultare.

Sapessi che cosa arriva a questo blog: mai e poi mai penseresti di trovarti in un modo civilizzato. Ma – a parte il fatto che non li pubblico – a me non fanno né caldo né freddo perché so con chi ho a che fare e né mi stupisco né mi offendo. Ma sappiano che non gli lasceremo campo libero.

Loro dicono di essere gente di pancia – che vuol dire che invece di ragionare ruttano – ma questo è un grave limite anche per la legge. E sì, perché chi agisce soltanto di pancia e non possiede un minimo di autocontrollo – come risulta evidente da certe smodate reazioni a ogni minima contrarietà – come può essere considerato responsabile delle sue azioni?

Costoro, perciò, non potrebbero nemmeno essere incriminati, visto che si tratta di soggetti senza capacità di volere e di intendere.

Amico del 4 agosto, se ci sei, batti un colpo ogni volta che vuoi, perché “anche qui abitano gli dei” – per dirla con Eraclito.

   

venerdì 28 luglio 2017

Li caxxi nostri


Giovedì mattina a Omnibus, il direttore della Stampa Maurizio Molinari – grande esperto di affari internazionali – parlando dell’incontro all’Eliseo tra Emmanuel Macron e i capi libici Khalifa Haftar e Fayez Al Serraj – ha elogiato i Francesi per il grande senso che da sempre hanno degli interessi nazionali.

Ho pensato: proprio come i portorecanatesi.

E chi potrebbe dubitare infatti del loro senso del bene comune? Basta vedere come si incazzano quando gli dici che le acque di balneazione sono eccellenti; che potrebbe essere vicina una soluzione per il porto; che la raccolta differenziata è percentualmente aumentata; che il cartellone degli eventi estivi è di buona qualità; che i ristoranti sono sempre stracolmi; che in spiaggia c’è più gente dello scorso anno; che le presenze turistiche non smettono mai di aumentare; che finalmente a Porto Recanati stanno tornando le persone importanti; che ci sono a disposizione 15.260.000 euro per la difesa della costa; che per l’area Hotel House abbiamo avuto 1.425.235 euro dal Governo più altri 100 mila dalla Regione; che il Mia clubbing è la terza discoteca d’Italia per importanza e che il Mia all’aperto potrebbe essere la prima nel suo genere; che… Mi fermo qui perché mi sta venendo il volta stomaco.

Nessuna meraviglia, comunque, perché sappiamo bene che i nostri concittadini sono alquanto paradossali. Sono un po’ di pancia, con tutti gli odori e i rumori che la pancia può produrre e buttar fuori sia da sopra sia da sotto l’ombelico. Voi mi direte che non tutti sono così, ed è vero, ma io ho imparato a conoscerne alcuni che sfiatano sui social, colpevolmente dimenticandomi di altri cittadini meno puzzolenti.

Dicevo che sono paradossali, certi nostri concittadini, e vorrei dimostrarlo. Non so quanta gente mi chiede tra un insulto e l’altro perché questo blog porta il nome di Società Civile e non il mio. Premesso che non sono io il proprietario del blog, mi chiedo perché dovrei mettere il mio nome quando quegli stessi che me lo chiedono non firmano i loro post. Troppo comodo, signori anonimi, predicare l’amore libero lontano dalla propria moglie.

Ora, io posso anche capirli, questi vagabondi del web, perché il più delle volte chi scrive ai blog lo fa per insultare il blogger e fanno perciò bene a mantenere l’anonimato. Non tutti i blogger infatti sono disposti a farsi insultare, e potrebbe darsi che qualcuno li vada a trovare a casa. Perché correre questo rischio?

Ma i più paradossali di tutti abitano il web in pianta stabile. A Porto Recanati – diceva qualche tempo fa il mio amico Attilio Fiaschetti – ci sono più blog che abitanti. Gli ho dato ragione, naturalmente, peraltro senza fare autocritica. Comunque, sono così tanti che non provo nemmeno a nominarli. Non li nomino anche perché non li conosco tutti, ma credo di essere talmente sfortunato da conoscere soltanto i peggiori – a detta di chi se ne intende.

Costoro – mi viene riferito – sono tra i più accaniti nel pretendere che io chiami questo blog con il mio nome, perché trincerandomi dietro Società Civile dimostro poco coraggio. Ma si dà il caso che tra i blogger locali che conosco non ce ne sia uno che abbia dato al blog il proprio nome e che nonostante ciò amano definirsi persone coraggiose.


E allora, cari blogger, come la mettiamo? Se si tratta soltanto di mostrare coraggio, vediamoci tutti da qualche parte e facciamo a cazzotti. È questa la soluzione? E se invece ci facessimo di più i cazzi nostri e lasciassimo in pace la gente, non sarebbe più civile e più rilassante? 

Detto questo, mi chiedo che reazioni avranno i nostri blogger. Quelle tipiche della pancia, naturalmente: peti e rutti. 

martedì 25 luglio 2017

Lettera a Sauro Pigini

Caro Sauro, ho notato su face book la tua premura di verificare telefonicamente se fosse vero quanto affermato da Rosalba Ubaldi a proposito dell’asfaltatura delle strade a Ischia e San Benedetto del Tronto.

Ti faccio una domanda: l’hai fatto per amor di verità o con la speranza di trovare la Ubaldi in fallo per poterla poi sbeffeggiare pubblicamente? Se si tratta del primo caso, che tipo di verità cercavi? Doveva essere qualcosa di molto importante per indurti a scomodare te stesso e persone che nemmeno conosci.

Non posso credere che tu l’abbia fatto per i futili motivi addotti nel post, e dunque torno a chiederti: per quale motivo hai fatto quella che tu stesso chiami indagine telefonica sulla Ubaldi? Per quel che mi riguarda, se tu mi dicessi che a San Benedetto del Tronto hanno asfaltato le strade a luglio, non ti dedicherei nemmeno un minuto del mio tempo. Ma non perché ti crederei sulla parola, bensì perché  considererei l’argomento talmente insignificante da non meritare nemmeno un po' di considerazione. Dunque, perché hai sentito questo grande impulso indagatore? Semplice, perché il tuo intento era sbugiardare la Ubaldi.

E allora succede che prendi per buona qualsiasi cosa ti si dica purché sia funzionale alla tua voglia di aggredire non il politico ma la persona Ubaldi. Io al tuo posto le avrei invece detto che se San Benedetto del Tronto ha veramente asfaltato le strade nel mese di luglio, ha sbagliato, come ha sbagliato Porto Recanati. Glielo hai fatto notare alla persona che ti ha risposto al telefono, stante che San Benedetto ha veramente asfaltato alcune strade a luglio?

A me sembra che tu abbia agito per spirito di rivalsa e non per amor di verità. Certo, il peso della sconfitta alle elezioni per te e per gli altri dell’opposizione si è rivelato insostenibile, e  proprio per questo sono certo che cercherete in ogni modo di compensare la vostra delusione e soddisfare il vostro risentimento a spese di chiunque vi capiti a tiro. Tenuto conto di come stanno andando le cose, caro Sauro,  vi ritengo responsabili del clima d’odio calato su Porto Recanati sia tra le forze politiche sia tra gli stessi cittadini. Insulti, falsità, malignità colpiscono regolarmente non solo gli avversari politici ma anche i non allineati al vostro modo di pensare e agire.
   
A questo punto ho da dirti che io parlo non già in difesa della Ubaldi ma della libertà e della civiltà. Tenere costantemente gli occhi addosso alle persone significa limitare la loro libertà e fare della società civile un consesso di pettegole e di risentiti. Il “guardonismo” e la cultura del sospetto sono le cose peggiori che una società libera possa concedersi. Di questo passo finirà che qualcuno, per eccesso di zelo politico, verrà a sindacare sulle nostre abitudini casalinghe e sul nostro modo di vestire. Sappiamo tutti che il Kgb e l’Ovra usavano questi metodi, prima di mettere la gente in galera.

Non lo dico adesso per oppormi a te, ma perché non ho mai sopportato chi controlla il prossimo troppo da vicino. E queste cose, ove dubitassi della mia buona fede, le ho dette anche al momento dell’istituzione a Porto Recanati del "controllo del vicinato". Vedi, Sauro, ho avuto la fortuna di leggere da ragazzo alcuni libri di George Orwell, e ti giuro che quel “grande fratello” di cui parla lo scrittore inglese non mi è mai andato a genio. E poi, chi ti dice che i tuoi interlocutori ti abbiano detto la verità? E noi, chi ci garantisce che tu stesso dica la verità?

Per saperlo dovremmo telefonare a Ischia per sentire se è vera la tua versione dei fatti. E poi dovremmo telefonare a qualcun altro per sapere se Ischia dice la verità. E poi ancora telefonate e telefonate per sapere ciò che in fondo non ci riguarda e non ci interessa. Beh, io personalmente non lo farei nemmeno sotto tortura. Ma tu sì. Perché?   

Ricorderai la miserabile campagna denigratoria orchestrata contro il corrispondente locale del Corriere Adriatico da un sedicente gruppo politico locale e da un misterioso e panciuto blog anch’esso locale. Per loro, tutte le falsità che andavano raccontando contro il giornalista erano verità cristallina, salvo poi scadere a squallida impostura una volta che – documenti alla mano – fu dimostrato che la verità era dalla parte di quest'ultimo. E fu così che gli sputtanatori di professione finirono sputtanati. E non una sola volta. Ma questo non vuol dire che smetteranno di oltraggiare la gente, perché farlo è nel loro DNA, e senza non potrebbero vivere.

Ma io ti considero una persona dotata di un certo stile, Sauro, e tutto ciò che posso dire di te è che non dovresti fare certe cose. Dico questo per ricordarti che nessuno è santo e che è cosa spregevole stare con gli occhi addosso al prossimo per coglierne eventuali difetti, Perché comportandosi in questo modo, succede che i difetti si scoprono anche laddove non ci sono.  

Non hai mai sbagliato, tu? Dico in maniera innocente, non certo in modo grave. Ed è mai successo che una persona considerata civile abbia indagato su di te per delle sciocchezze? Qualcuno di noi esseri civili si è mai preoccupato di telefonare a qualcun altro per sapere cose che ti riguardano?

O dovremmo indagare ogni volta che parli per scoprire se ciò che dici è vero? Ma chi se ne frega. Di’ pure quello che vuoi, se ciò che dici non interferisce con la nostra condotta di vita, Se hai mentito, tutt’al più dovrai vedertela con la tua coscienza.  


Infine, ma non ultimo, Sauro, può essere capitato anche a te di non esserti comportato in modo “politically correct”. Ma di fronte a un eventuale tuo sbaglio noi avremmo girato la testa da un'altra parte.

                                               Un saluto da Società Civile